Fibre

La qualità dei carboidrati delle alghe presenta caratteristiche del tutto particolari. Si tratta di polisaccaridi le cui unità di base possono essere sia zuccheri neutri (glucosio, galattosio, mannosio, xilosio, arabinosio, ecc), sia zuccheri esterificati (acido ialuronico, acido galuronico, acido mannuronico, ecc) sia zuccheri esterificati dai gruppi solfati. Questi ultimi non riscontrabili nelle piante terrestri costituiscono una caratteristica specifica delle alghe. Queste sostanze, responsabili della sensazione viscida al tocco di molte alghe marine, vengono dette anche fibre colloidali o phycocolloidi (dal greco pykos=alga e dalla loro proprietà di formare soluzioni colloidali se disciolti in acqua).

Il contenuto totale in fibre alimentari nelle alghe marine è particolarmente importante raggiungendo fino al 50% del peso secco. Insieme alle fibre insolubili troviamo quelle solubili che rappresentano circa il 50% delle fibre nelle alghe rosse e verdi e l’80% nelle alghe brune.
La natura delle fibre solubili varia in funzione della classe di appartenenza.

Per quanto riguarda le alghe rosse le fibre solubili sono rappresentate da agaroidi, carraghenani (Chondrus crispus) e xylani. Agaroidi e carraghenani sono polimeri solforati, gli xylani sono polimeri neutri dello xylosio. Nelle alghe brune (Laminaria digitata, Undaria pinnatifida, Himanthalia elongata) troviamo laminariani, alginati e fucani. I laminariani (β-glucani) sono polimeri neutri di glucosio. Gli alginati e sono polimeri degli acidi mannuronico e galuronico.

Le fibre solubili sono generalmente associate a comportamenti di idratazione (assorbimento, ritenzione, gonfiamento) che influenza il transito del bolo alimentare nello stomaco e nell’intestino inducendo effetti ipocolesterolemizzanti e ipoglicemizzanti.
I phycocollidi si possono suddividere in tre categorie in funzione della loro degradabilità da parte dei batteri intestinali umani. Gli agaroidi, i carraghenani, gli ulvani e i fucani sono molto degradabili, gli xylani e i laminariani sono interamente e rapidamente degradabili e portano alla generazione di acidi grassi a catena corta. Gli alginati sono parzialmente degradabili e conducono alla formazione di oligomeri per β-eliminazione.

Gli oligomeri così prodotti hanno dimostrato effetti bifidogenici in vitro e in vivo sui ratti aprendo il campo ad applicazioni di tipo probiotico.

Le proprietà delle fibre colloidali si differenziano nell’azione depurativa e disintossicante, nella capacità di regolare il transito intestinale, nella specifica azione anticoagulante similmente all’eparina, nelle proprietà emollienti ed espettoranti, nell’attività antivirale, nell’azione ipocolesterolemmizzante e ipolipemizzante.

E’ stato dimostrato che l’acido alginico delle alghe brune previene l’assorbimento dello stronzio 90, del cobalto 60 dello iodio 131 e di altri ioni radioattivi diffusi nell’ambiente che possono essere causa di anemie, leucemie, tumori ossei. Da una reazione chimica si formano composti chelati insolubili che vengono poi espulsi dall’organismo attraverso le feci.

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