La Spirulina (Artrosphira sp.) è una microalga o meglio un cianobatterio dalle dimensioni di pochi micron.

CARATTERISTICHE

SpriulinaHa un’inconfondibile forma a spirale (dalla quale deriva il suo strano nome) che la fa assomigliare ad un cavatappi.

E’ facile fare confusione e chiamarla sbirulina, un nome buffo ed ancor più divertente, ma vi assicuro che questo microorganismo è degno del massimo rispetto. Eh sì, perché a quanto pare questa forma di vita abita il pianeta terra da almeno 3 miliardi di anni ed è stato il precursore dal quale si sono evolute successivamente tutte le specie vegetali ed animali.

E’ una cellula procariota senza nucleo, dotata di una membrana porosa che permette l’assimilazione dei nutrienti disciolti nell’acqua e che si riproduce per scissione.
Vive e cresce spontaneamente nei laghi alcalini della fascia climatica subtropicale, perché per crescere ha bisogno di luce, caldo e tanti nutrienti che riesce a trovare abbondantemente in questi ambienti lacustri.
Non va confusa con le alghe marine che sono forme di vita vegetali pluricellulari e che nell’aspetto assomigliano alle piante terrestri.

La Spirulina è talmente piccola che è impossibile vederla ad occhio nudo, però cresce in colonie e si riproduce così rapidamente che nell’arco di pochi giorni le acque in cui vive diventano verdi poiché vengono abitate da questa densa biomassa.

Vive negli ambienti selvatici e rappresenta un nutrimento insostituibile per la fauna locale. E’ il cibo preferito dei fenicotteri che hanno sviluppato nel becco un particolare sistema di filtraggio che permette loro di ingerire consistenti quantità di alghe senza dover ingoiare anche l’acqua. Proprio i fenicotteri devono la loro caratteristica colorazione rosa alle notevoli quantità di betacarotene che assumono nutrendosi con la Spirulina.

STORIA

Era nota agli Atzechi che la utilizzavano per preparare nutrienti focacce (Tecuitatl) che servivano loro per sostenersi energeticamente durante le faticose marce a quote elevate.

Tutt’oggi le popolazioni che vivono intorno al lago Ciad la raccolgono a mano utilizzando metodi di filtrazione e disidratazione rudimentali per poi realizzare il Dihè, un prodotto tipico della loro dieta.
Negli anni ’60 è stata riscoperta ed è diventata oggetto di studi in ambito nutrizionale ed allo stesso tempo sono nate le prime produzioni pilota.
Negli anni 70’ hanno preso il via le prime produzioni su larga scala, dapprima nel lago Texococo in Messico e successivamente nei bacini artificiali.
Negli anni ’80 anche la FAO ha preso posizione affermando che la Spirulina è il cibo del futuro, un alimento salutare perché ricco di nutrienti e con un limitato apporto calorico.

Oggi si stima che la produzione mondiale abbia superato le 10.000 tonnellate che vengono quasi interamente coltivate in bacini all’aperto di cui almeno la metà del totale si trovano in Cina.
Negli ultimi anni si sono moltiplicate le microfarm, che producono Spirulina in vasche di piccole dimensioni coperte e che quindi non hanno necessariamente bisogno del clima subtropicale. Ormai si contano centinaia di piccole aziende agricole che producono Spirulina in Europa tra cui alcune anche in Italia.

METODI PRODUTTIVI E PROSPETTIVE

Spirulina trafilaDunque, lo sviluppo della produzione mondiale è passato rapidamente dalla raccolta di microalghe selvatiche alla coltivazione in vasche all’aperto con impianti di grandi dimensioni. Questo ha permesso una notevole crescita della produttività per poter soddisfare un mercato che da decenni si sviluppa con un tasso di crescita a due cifre.

Considerando i limiti climatici che impediscono di poter rendere efficienti questi grandi impianti nelle aree temperate del pianeta la sfida per il futuro è quella di rendere economicamente e qualitativamente conveniente la coltivazione in piccoli impianti indoor sia con il sistema delle vasche e ancor più con il metodo dei fotobioreattori ovvero ambienti di coltura a circuito chiuso dove le microalghe possono crescere incontaminate senza mai entrare in contatto con l’ambiente esterno.

Il metodo di conservazione che viene utilizzato da tutti i produttori è quello della disidratazione che permette di stabilizzare il prodotto potendolo conservare a lungo senza rischi di contaminazioni e preservandone allo stesso tempo la qualità dei nutrienti. Il metodo di disidratazione più comunemente usato ed efficiente è quello che utilizza getti di aria calda a circa 90°. Questo metodo permette una rapida essicazione e da maggiori garanzie di durata della shelf life. 
Un metodo molto diffuso nelle microfarm invece è quello dell’estrusione di spaghettini dal diametro più o meno sottile che poi vengono posti in camere di essicazione a temperature variabili dai 38° ai 50°.
Questo metodo, benché meno efficiente e potenzialmente più rischioso per la salubrità del prodotto, evita la “cottura” della Spirulina la cui qualità superiore la rende gradita ad un pubblico più attento ed esigente.

Qualora la spirulina diventasse un alimento di largo consumo si potrebbe sviluppare un efficiente sistema di distribuzione del prodotto fresco, che ha una conservabilità di pochi giorni dopo la raccolta con la catena del freddo, oppure addirittura ogni casa potrebbe essere dotata di un piccolo fotobioreattore per una produzione sufficiente al consumo famigliare.

ECOLOGIA E AMBIENTE

Vasche di produzione di SprirulinaLa Spirulina è un alimento ad elevata concentrazione proteica (fino al 65% di proteine sul peso secco), quindi, in rapporto al fabbisogno alimentare, risulta l’alimento con la miglior resa in rapporto al suolo occupato e alle risorse idriche necessarie per la produzione.
Non c’è dubbio che le coltivazioni di spirulina risultino molto più efficienti da un punto di vista energetico e più sostenibili da un punto di vista ambientale rispetto a qualsiasi altra produzione alimentare. Lo sono nei confronti delle produzioni agricole che richiedono comunque grandi risorse idriche e territorio fertile, e lo sono ancor più in rapporto alle produzioni zootecniche che in questa particolare classifica risultano certamente le più problematiche dal punto di vista dell’impatto ambientale.

Inoltre, in rapporto alla superficie, la Spirulina è in grado di assorbire il doppio dell’anidride carbonica che viene assorbita dalle foreste.
Quindi è giusto pensare che un diffuso consumo di spirulina potrebbe contribuire significativamente a risolvere il problema climatico, riducendo l’emissione di CO2 e gas serra. Poiché il problema del surriscaldamento e dell’effetto serra sono ormai noti a tutti noi, è bene sapere che il consumo regolare di spirulina come fonte alimentare ricca di proteine rappresenti un gesto, non solo rivolto alla propria salute e al proprio benessere ma anche un contributo concreto alla salvezza del nostro pianeta.

PROPRIETA’ NUTRIZIONALI

Per quanto l’elevatissimo tenore proteico potrebbe già essere un motivo sufficiente per apprezzare la Spirulina dal punto di vista alimentare, non è l’unico tesoro contenuto in questa piccola alga.

Infatti troviamo anche un’altissima concentrazione di Betacarotene (proVitamina A) che la rende uno dei migliori antiossidanti naturali in natura.

Contiene anche le vitamine D, E, K e le vitamine del gruppo B compresa la vitamina B12, praticamente assente negli alimenti di origine vegetale.

Contiene sali minerali biodisponibili e oligoelementi ed in particolare il ferro di cui è ricchissima.

Contiene acido alfa linolenico (omega 3) acido linoleico (omega 6).

Contiene proteine nobili che comprendono tutti gli 8 aminoacidi essenziali (fenilalanina, isoleucina, leucina, lisina, metionina, treonina, triptofano, valina) presenti in un rapporto bilanciato simile a quello dell’albumina, che viene considerata la proteina più compatibile con l’organismo umano.

Anche la ficocianina, il pigmento blu che la caratterizza, è una proteina e si trova solo in questi microorganismi. La ficocianina ha la capacità di stimolare la produzione dei linfociti e quindi di migliorare la risposta immunitario del corpo umano, oltre ad essere l’unico colorante alimentare naturale sicuro per la salute.

A COSA SERVE

SpirulinaSi sente dire spesse che la Spirulina sia un integratore, ed in realtà lo è perché rispetto ai comuni alimenti che ingeriamo ogni giorno ha una concentrazione di nutrienti e di sostanze funzionali elevatissima, ma rimane pur sempre una sostanza naturale, quindi un alimento o meglio un super-alimento: un superfood.

Oltre ad agire sul sistema immunitario, rendendoci più forti e resistenti alle malattie, conferisce energia, rende più attivi e reattivi stimolando l’attività cardiaca ed il surrene a produrre adrenalina e corticosteroidi.

Ognuno di noi può quindi ottenere questo surplus energetico assimilando un quantitativo irrisorio di calorie in quanto sono sufficienti pochi grammi di Spirulina per percepirne i benefici, dosando il quantitativo in base al peso, all’età, all’intensità dell’attività quotidiana che si svolge oppure in funzione di una specifica necessità come chi pratica sport.

La Spirulina possiede anche proprietà antiinfiammatorie, perciò l’assunzione regolare nel tempo permette di migliorare lo stato di salute generale e ridurre sensibilmente il rischio di malattie croniche.

Considerando che in alcune aree del pianeta l’estrema povertà della popolazione e le caratteristiche ambientali proibitive fanno si che l’accesso alle risorse alimentari sia fortemente limitato e che ci sono ancora persone che letteralmente muoiono di fame, l’utilizzo della Spirulina come risorsa nutrizionale consentirebbe, ad un costo moderato, di prevenire o quanto meno limitare queste tragedie umanitarie che ciclicamente ed ineluttabilmente si ripetono.

ALTRI UTILIZZI

Le caratteristiche della Spirulina la rendono indicata anche nell’alimentazione animale e come fertilizzante.

Per ogni genere di animale domestico o da allevamento le alghe rappresentano una fonte nutrizionale di qualità così come lo sono per le culture che assorbendo le sostanze azotate ed i sali minerali presenti nella Spirulina possono crescere più sane e rigogliose

CONCLUSIONI

In pochi decenni la Spirulina ha dapprima fatto la sua timida comparsa come prodotto dietetico conquistando progressivamente consensi e favori da parte di consumatori per le sue caratteristiche uniche e straordinarie e candidandosi a diventare nei prossimi anni una primaria fonte alimentare ed una risorsa proteica utile non solo alla salute ed al benessere delle persone ma anche all’equilibrio dell’intero ecosistema.